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Teodosio
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mwiaFlavio Teodosio Augusto (in latino: Flavius Theodosius Augustus; Hispania, 11 gennaio 347 – Milano, 17 gennaio 395) è stato un generale e politico romano, imperatore dal 379 fino alla morte.
Fu l'ultimo imperatore dell'impero romano prima della separazione tra mwiwmwjaPars Occidentalis e mwjqmwjgPars Orientalis. Nel 380, con l'mwjweditto di Tessalonica, fece del mwkaCristianesimo la religione unica e obbligatoriacite-ref-codex-theodosianus-16-1-2-4-0[4] dell'Impero; per questo fu chiamato mwlqTeodosio il Grande dagli scrittori cristiani e le mwlgChiese orientali lo venerano come santo (San Teodosio I il Grande, commemorato il 17 gennaio).cite-ref-5[5]
Si diceva che Teodosio fosse un amministratore diligente, austero nelle sue abitudini, misericordioso e un devoto cristiano.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7] Per secoli dopo la sua morte, Teodosio venne visto come un campione dell'ortodossia cristiana, che aveva definitivamente annientato il paganesimo. In effetti, la sua politica anti-pagana, attraverso i mwpadecreti teodosiani, divenne estremamente dispotica e portò a un numero elevato di persecuzioni verso i paganicite-ref-8[8] e a una compressione delle libertà dei pagani.
Gli studiosi moderni tendono a ritenere la celebrazione di Teodosio come un'interpretazione degli scrittori cristiani. È abbastanza accreditato, invece, che abbia presieduto a un risveglio dei motivi dell'arte classica, che alcuni storici hanno definito "mwqgrinascimento teodosiano".cite-ref-9[9]
La sua opera di pacificazione nei riguardi dei mwsaGoti assicurò la pace all'impero durante la sua vita, ponendo le basi per la sopravvivenza della parte orientale (la più ricca e destinata a lunga vita), al collasso dopo le gravi sconfitte subite ad Adrianopoli e Tessalonica per mano dei Goti stessi.
Inoltre, Teodosio ha ricevuto critiche per aver difeso i propri interessi dinastici, a costo di due guerre civili. I suoi due figli si rivelarono governanti deboli e incapaci e furono partecipi di un periodo di mwsginvasioni straniere e intrighi di corte che indebolirono pesantemente l'Impero. I discendenti di Teodosio (vedi mwswDinastia teodosiana) governarono il mondo romano per i successivi sei decenni e la divisione est-ovest durò fino alla mwtacaduta dell'Impero d'Occidente alla fine del V secolo.
Contents
• Note
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Biografia
Origini e carriera militare
Teodosio nacque in mwuqHispania, per mwugIdazio e mwuwZosimo a mwvaCauca (odierna mwvqCoca, nella mwvgCastiglia e León), nella mwvwGalizia romanacite-ref-10[10]cite-ref-11[11], mentre per mwyaGiordane e mwyqConte Marcellino a mwygItalica, nella mwywBeticacite-ref-12[12], l'11 gennaio del mwaa347 da una facoltosa famiglia della nobiltà romana locale professante la mwaqreligione cristiana. Suo padre, mwagTeodosio (chiamato dagli storici "il Vecchio" per poterlo distinguere dal figlio), fu un funzionario imperiale di rango elevato, guadagnatosi la carica di mwawmwbaComes Britanniarum per il ruolo decisivo da lui ricoperto nella pacificazione della mwbqBritannia durante la cosiddetta "mwbgcospirazione barbarica"; sua madre, invece, si chiamava Flavia Termanzia. Teodosio aveva un fisico ben proporzionato, i capelli biondi e un naso aquilino. Uomo non privo di valore, come ci viene tramandato da mwbwZosimo, condivideva la vita dei soldati e, pur amando la magnificenza e i piaceri, sapeva ritrovare tutta la propria forza ed energia nei momenti di pericolo.cite-ref-13[13]
Il giovane Teodosio fece la carriera militare, seguendo le orme del padre. Nel mwdq368 Teodosio il Vecchio era in mwdgBritannia, dove era stato inviato dall'imperatore mwdwValentiniano I col compito di reprimere una cospirazione: qui lo raggiunse il figlio Teodosio al comando di truppe scelte.cite-ref-14[14] Il successo nell'operazione fece ottenere a Teodosio padre il comando dell'esercito, e il figlio restò al suo servizio nel nuovo incarico.cite-ref-15[15] Nel mwga373, dopo una vittoria sui mwgqSarmati, Teodosio il Vecchio fu incaricato di recarsi in Africa a sedare la rivolta dell'usurpatore mwggFirmo, e anche in questo caso fu seguito dall'omonimo figlio, il quale, però, non partecipò alla vittoria del padre, nel mwgw374, in quanto quello stesso anno teneva il suo primo comando in mwhaMesia, quello di mwhqdux Moesiae, con l'incarico di difendere la provincia dagli attacchi dei mwhgSarmati.
La promettente carriera del futuro imperatore subì un arresto improvviso dopo la morte dell'imperatore Valentiniano, cui succedettero mwiaGraziano e mwiqValentiniano II in Occidente mentre mwigValente continuò a governare in Oriente. Nel 375/376 il padre fu accusato di alto tradimento per i fatti legati alla campagna africana: Teodosio il Vecchio fu giustiziato a mwiwCartagine nel 376 e suo figlio perse il proprio incarico, tornando a vita privata nelle sue terre in Spagna, dove sposò la conterranea mwjaFlaccilla, da cui ebbe due figli: mwjqArcadio e mwjgOnorio.
Imperatore d'Oriente
Nulla si sa di lui fino a quando, il 19 gennaio mwkq379, in seguito alla morte dell'imperatore mwkgValente nella disastrosa mwkwbattaglia di Adrianopoli combattuta contro i mwlaGoti, l'imperatore mwlqGraziano lo associò alla guida dello Stato, affidandogli la parte orientale dell'impero. Teodosio fissò inizialmente la propria residenza a mwlgTessalonica. Verso la fine del 379 si ammalò gravemente e, ritenuto in punto di morte, venne battezzato dal vescovo di Tessalonica Acolio.
Rapporti diplomatici e militari con i Goti
Durante il regno di Teodosio le regioni orientali rimasero relativamente tranquille, anche se i mwmgGoti e i loro alleati, insediatisi stabilmente nei mwmwBalcani, erano motivo di continuo allarme. La tensione crebbe a poco a poco, tanto che, a un certo punto, l'imperatore associato mwnaGraziano rinunciò a mantenere il controllo delle province mwnqilliriche e si ritirò a mwngTreviri, allora compresa nel territorio della mwnwGallia. La manovra aveva lo scopo di consentire a Teodosio di portare avanti senza intralci le successive operazioni militari.
Un motivo di grave debolezza degli eserciti romani del tempo era legato alla pratica di arruolare contingenti fra le mwoqpopolazioni barbare e farli combattere contro altri barbari, spesso etnicamente affini. Per tentare di limitare gli effetti negativi che ne derivavano, Teodosio inviò ripetutamente le nuove reclute in Oriente, nelle province più lontane dai confini danubiani (soprattutto in Egitto), con la necessaria e costosa conseguenza di doverle rimpiazzare con leve romane più affidabili reclutate in altre aree dell'impero. Tale politica non fu esente da inconvenienti: oltre a improvvise defezioni si registrarono anche incomprensioni e persino scontri armati fra Romani e federati barbari. A mwogFiladelfia, in mwowLidia, i federati Goti diretti in Egitto incontrarono sul proprio cammino un'armata romana proveniente da questa stessa provincia e ingaggiarono contro di essa una assurda e sanguinosa battaglia.cite-ref-16[16]
mwqqGraziano inviò alcuni generali per liberare l'mwqgIlliria dai Goti, consentendo a Teodosio, sconfitto a Tessalonica dai Goti e scampato per un soffio alla morte, di entrare finalmente a mwqwCostantinopoli il 24 novembre del mwra380, al termine di una campagna militare durata due anni. Il 3 ottobre mwrq382 fu stipulato con i Goti stessi, o perlomeno con quelli che erano scampati alla guerra, un trattato che li autorizzava a stanziarsi lungo il corso del mwrgDanubio, che allora costituiva il confine dell'impero, e più precisamente nella mwrwdiocesi di mwsaTracia, e di godervi un'ampia autonomia. In seguito molti di loro avrebbero militato stabilmente nelle mwsqlegioni romane, altri avrebbero partecipato a singole campagne militari in qualità di mwsgfederati, altri ancora, riuniti in bande di mercenari, avrebbero continuato a cambiare alleanza, finendo col diventare un motivo di grande e perdurante instabilità politica per tutto l'impero. Negli ultimi anni del regno di Teodosio uno dei capi goti emergenti, mwswAlarico I, partecipò alla campagna che Teodosio condusse nel mwta394 contro il rivale mwtqEugenio, per poi rivoltarsi contro mwtgArcadio, figlio di Teodosio e suo successore in Oriente, subito dopo la morte dello stesso Teodosio.
Il cristianesimo diventa religione di Stato
All'inizio del suo regno Teodosio insieme agli altri due augusti, mwugGraziano e mwuwValentiniano II, promulgò nel mwva380 l'mwvqeditto di Tessalonica, con il quale il mwvgcredo niceno diveniva la religione unica e obbligatoria dello Stato, che era imposta a tutti i sudditi.cite-ref-codex-theodosianus-16-1-2-4-1[4] La nuova legge riconosceva esplicitamente il primato delle sedi episcopali di mwwwRoma e di mwxaAlessandria in materia di mwxqteologia; grande influenza avevano inoltre i teologi di mwxgCostantinopoli, i quali, essendo sotto la diretta giurisdizione dell'imperatore, erano a volte destituiti e reintegrati in base al loro maggiore o minore grado di acquiescenza ai voleri imperiali.
Teodosio professava il mwyacredo niceno che si contrapponeva all'mwyqarianesimo: solo due giorni dopo essere giunto a mwygCostantinopoli (il 24 novembre mwyw380), Teodosio, con un atto che non mancò di produrre una violenta reazione, espulse dalla città il mwzavescovo ariano mwzqDemofilo di Costantinopoli, affidando la conduzione delle chiese cittadine a mwzgGregorio di Nazianzo, il mwzwpatriarca della piccola comunità locale che praticava il credo niceno.
Teodosio convocò inoltre nel mw0q381 il mw0gprimo concilio di Costantinopoli per condannare le eresie che si opponevano al credo niceno; durante questo concilio venne elaborato il mw0wsimbolo niceno-costantinopolitano (una estensione del primo credo niceno), largamente in uso ai giorni nostri nella liturgia cattolica.
«Idem aaa. ad Principium praefectum praetorio. Solis die, quem dominicum rite dixere maiores, omnium omnino litium et negotiorum quiescat intentio; debitum publicum privatumque nullus efflagitet; ne aput ipsos quidem arbitros vel e iudiciis flagitatos vel sponte delectos ulla sit agnitio iurgiorum. Et non modo notabilis, verum etiam sacrilegus iudicetur, qui a sanctae religionis instinctu rituve deflexerit. Proposita III non. nov. Aquileiae Honorio n. p. et Evodio conss.»
(Codice Teodosiano 11.7.13)
Altri provvedimenti nel mw3g381 ribadirono la proibizione di tutti i riti paganicite-ref-18[18] e stabilirono che coloro che da cristiani fossero ritornati alla religione pagana avrebbero perso il diritto di fare testamento legale.cite-ref-19[19]. L'mw5wauspicia e la mw6astregoneria furono considerati reati punibili.
Vennero proibite le visite ai templi, molti dei quali furono distrutti, come per esempio il mw6gsantuario di Delfi, che venne raso al suolo nel mw6w390.cite-ref-boda-20-0[20]
Guerre civili
Nel mw-q383 mw-gGraziano morì assassinato mentre si apprestava a combattere contro mw-wMagno Massimo, proclamato imperatore dalle legioni di mwaqaBritannia. Appena raggiunto il potere, Magno Massimo inviò una ambasciata a Teodosio per proporre un trattato di amicizia che fu accettato, anche se l'imperatore orientale si stava preparando segretamente per la guerra.cite-ref-zosimo-23-0[23]
Sempre per sviare l'avversario, Teodosio impartì l'ordine di erigere una statua in onore di Magno Massimo ad mwaqyAlessandria; l'ordine venne eseguito dal mwaqcprefetto del pretorio mwaqgMaterno Cinegio, che era stato inviato in Oriente per reprimere gli antichi culti pagani.cite-ref-zosimo-23-1[23]
Nel mwaq4387, Massimo Magno attraversò le Alpi, arrivando a minacciare mwaq8Milano, sede della prefettura d'Italia retta da mwaraValentiniano II e dalla madre, che cercarono rifugio da Teodosio I, il quale ottenne in sposa mwareGalla, sorella di Valentiniano.
Valentiniano II fu restaurato a Milano e sotto l'influenza di Teodosio lasciò l'arianesimo e aderì alla fede cattolica professata dal mwaseConcilio di Nicea.
Teodosio a Milano
Nell'ottobre del mwasq388 Teodosio si stabilì a mwasuMilano, dove aveva fissato la propria residenza anche Valentiniano II, facendone la sua capitale e dimorandovi, salvo brevi interruzioni, per oltre due anni, fino all'aprile del mwasy391.cite-ref-25[25] Intensa fu in questo periodo l'attività legislativa dell'imperatore ispanico, tesa a combattere gli abusi: gratificazioni non dovute che i funzionari esigevano, produzione di monete false, violenze compiute da schiavi talvolta istigati dai loro stessi padroni, vendita di bambini da parte di genitori ridotti in miseria, campi saccheggiati di notte dai militari che oltretutto si dedicavano a tendere imboscate sulle strade.cite-ref-26[26] Una legge che dichiarava nulli i codicilli e le clausole mediante i quali venivano attribuiti mwas8lasciti all'imperatore o a membri della sua famiglia fu particolarmente lodata da mwataQuinto Aurelio Simmaco.
Ambrogio e Teodosio
Nel giugno del mwauc390 la popolazione di Tessalonica (l'odierna mwaugSalonicco) si ribellò e impiccò il mwaukmagister militum dell'mwauoIllirico e governatore della città mwausButerico, reo di aver arrestato un famoso mwauwauriga e di non aver permesso i giochi annuali. Teodosio ordinò una rappresaglia; venne organizzata una gara di mwau0bighe nel grande circo della città a pochi giorni dai fatti, e, chiusi gli accessi, vennero trucidate circa 7000 persone. Giunta la notizia a Milano, mwau4Ambrogio, vescovo di mwau8Milano, scrisse a Teodosio una lettera di rimprovero, minacciando velatamente che non lo avrebbe potuto ammettere ai sacramenti, senza un atto di pentimentocite-ref-27[27]. Questo lo indusse, anche grazie alla considerazione che aveva presso di lui, a pentirsi e a richiedere pubblicamente il perdono, che venne concesso dal vescovo nell'occasione della messa di mwavqNatale del 390, per cui l'imperatore poté tornare a comunicarsi. Inoltre, lo stesso Ambrogio convince Teodosio a firmare una legge per la quale debbano trascorrere 30 giorni dalla condanna a morte all'esecuzione, in modo da permettere una riflessione più approfondita sulla condanna e un eventuale ripensamento. Secondo alcuni storici fu proprio l'influenza del vescovo Ambrogio a indurre un inasprimento della politica religiosa di Teodosio nei confronti del paganesimo.
Già nel 388 Sant'Ambrogio aveva obbligato il sovrano a rivedere la decisione di condannare il vescovo di mwavgCallinico e i locali cristiani da questo spinti alla distruzione della sinagoga della stessa città a ricostruirla a loro spese, giungendo così all'impunità per tutte le persone implicate, con la "minaccia" della sospensione delle funzioni religiose.
Provvedimenti contro il culto pagano
Dopo l'episodio della ribellione di Tessalonica e della strage fatta perpetrare contro i cittadini ribelli da Teodosio e la successiva penitenza che gli fu imposta da Ambrogio, la politica religiosa dell'imperatore si irrigidì notevolmente: tra il mwavs391 e il mwavw392 furono emanati una serie di decreti (noti come mwav0decreti teodosiani) che attuavano in pieno l'editto di Tessalonica: venne interdetto l'accesso ai templi pagani e ribadita la proibizione di qualsiasi forma di culto, compresa l'adorazione delle statue;cite-ref-28[28] furono inoltre inasprite le pene amministrative per i cristiani che si fossero convertiti nuovamente al paganesimocite-ref-29[29] e nel decreto emanato nel mwawy392 da mwawcCostantinopoli, l'immolazione di vittime nei sacrifici e la consultazione delle viscere erano equiparati al delitto di mwawglesa maestà, punibile con la condanna a morte.cite-ref-30[30]
Vennero abolite le restanti vacanze pagane; vennero sciolte le mwaw4Vestali ed estinto il mwaw8sacro fuoco nel Tempio di mwaxaVesta nel mwaxeForo Romano; infine, Teodosio fece chiudere definitivamente i mwaxigiochi olimpici e i tornei mwaxmgladiatori (una decisione presa, secondo alcuni, su consiglio di mwaxqSant'Ambrogio). Teodosio rifiutò anche di restaurare l'mwaxuAltare della Vittoria in Senato, come richiesto dai mwaxysenatori pagani.
I templi pagani furono oggetto di una sistematica demolizione o trasformazione in chiese cristiane da parte delle comunità cristiane e dei monaci appoggiati dai vescovi locali (in molti casi con l'appoggio dell'esercito e delle locali autorità imperiali) che si ritennero autorizzati dalle nuove leggi: si veda, per esempio, la distruzione del tempio di Giove ad mwaxgApamea, a cui collaborò il prefetto del pretorio per l'oriente, mwaxkMaterno Cinegiocite-ref-31[31] o le moltissime chiese di Roma e delle principali città dell'Impero che erano precedentemente templi pagani.
L'inasprimento della legislazione con i "decreti teodosiani" provocò delle resistenze presso i pagani. Ad mwax8Alessandria d'Egitto il vescovo mwayaTeofilo ottenne il permesso imperiale di trasformare in chiesa un tempio di Dioniso, provocando una ribellione dei pagani, che si asserragliarono nel mwayeSerapeo compiendo violenze contro i cristiani. Quando la rivolta fu domata per rappresaglia il tempio fu distrutto (mwayi391).
Teodosio durante il suo regno fece coniare monete in cui egli stesso era raffigurato nell'atto di portare un mwayqlabaro recante il mwayumwayyChrismon.cite-ref-32[32] Nel mways393, interpretando i mwaywGiochi olimpici come una festa pagana, ne decise la chiusura influenzato da mway0Ambrogio. A determinare tale decisione contribuirono anche la strage di Tessalonica e l'ormai intollerabile livello di corruzione tra gli atleti che falsava le competizioni. Così facendo decretò la fine di una tradizione millenaria.cite-ref-33[33]
Imperatore unico
Dopo il mwazw392, a seguito della morte dell'imperatore mwaz0Valentiniano II, Teodosio governò come legittimo imperatore unico, sconfiggendo l'usurpatore mwaz4Flavio Eugenio e il suo mwaz8mwaaamagister equitum mwaaefranco mwaaiFlavio Arbogaste nella mwaamBattaglia del Frigido, del 6 settembre mwaaq394. La guerra scatenata da Eugenio, i cui eserciti marciavano al grido di mwaaumwaayErcole invincibile, rappresentò l'ultimo tentativo di restaurare, almeno in una parte dell'impero, gli antichi culti religiosi ormai messi in discussione dall'avanzata del mwaaccristianesimo.
Nell'inverno del 394 Teodosio si ammalò di mwaakidropisia e dopo poche settimane (il 17 gennaio mwaao395) morì, lasciando il generale mwaasStilicone come protettore (mwaawparens) dei figli mwaa0Arcadio e mwaa4Onorio.cite-ref-34[34] In realtà a fungere da protettore di Arcadio fu, fino al momento della sua morte, il Prefetto del Pretorio d'Oriente mwabmFlavio Rufino, sostituito successivamente da Eutropio.
Il 27 febbraio del 395 si tennero i solenni funerali di Teodosio celebrati da Ambrogio, che pronunciò il mwabuDe Obitu Theodosii. Le esequie si svolsero seguendo per la prima volta il rito cristiano. Fu tuttavia divinizzato secondo l'antica tradizione pagana romana.cite-ref-35[35]
L'8 novembre di quello stesso anno la salma di Teodosio venne tumulata nella mwabsbasilica degli Apostoli di mwabwCostantinopoli.
Matrimonio e discendenza
Teodosio si sposò due volte.
Nel 376, sposò mwacaElia Flacilla (morta nel 386), da cui ebbe tre figli:
• mwacmArcadio (377-408), imperatore romano;
• mwacuElia Pulcheria Teodosia (378-385), morta bambina;
• mwaccOnorio (384-423), imperatore romano.
Nel 387, un anno dopo essere rimasto vedovo, sposò mwackGalla, che morì di parto nel 394, e da cui ebbe altri tre figli:
• Graziano (388/389 - mwacwante 395); morto bambino;
• mwac4Galla Placidia (392/393 - 450), imperatrice romana;
• Giovanni (394), morto durante il parto con la madre.
Teodosio, mecenate delle arti
Nel mwadg390 Teodosio fece trasportare dall'mwadkEgitto a mwadoCostantinopoli l'mwadsobelisco del faraone mwadwTutmosi III. Questo immenso bottino di guerra si erge tuttora nell'mwad0Ippodromo, la grande arena dotata di una lunga pista per le corse dei cavalli, che fu un tempo il centro pulsante della vita pubblica e politica di Costantinopoli, nonché il luogo in cui spesso scoppiarono tumulti popolari. L'erezione dell'enorme monolito costituì uno sforzo titanico per la tecnologia dell'epoca, che aveva fatto grandi progressi anche grazie alla produzione di apparati bellici per gli assedi delle città. L'obelisco, ornato dal simbolo della divinità solare mwad4Elio, era stato in un primo tempo spostato da Karnak ad mwad8Alessandria per volere di mwaeaCostanzo II nel mwaee357. Lì rimase per tutto il tempo di una generazione, immagazzinato nei depositi del porto, mentre si cercava affannosamente il modo di imbarcarlo per spedirlo a Costantinopoli; la soluzione adottata alla fine non fu soddisfacente, tanto è vero che l'obelisco si spezzò durante il trasporto.
Il grande basamento di mwaemmarmo bianco (vedere l'illustrazione) è interamente ricoperto di mwaeqbassorilievi che raffigurano la corte imperiale riunita al gran completo per festeggiare il trionfo dell'ingegneria che consentì la realizzazione di questa opera ciclopica. Quattro zoccoli in porfido rosso staccano la parte celebrativa dal blocco di base, con decorazioni narrative storiche e incisioni testuali che appaiono quindi scisse dal mwaeumetastorico celebrativo superiore: Teodosio e la famiglia imperiale sono separati dal pubblico, composto interamente da nobili, e si trovano in un palco imperiale sormontato da un'ampia copertura, simbolo del loro rango reale. Il mwaecnaturalismo, caratteristica tradizionale delle arti figurative romane, cede qui il passo a un'arte di tipo più simbolico: il concetto di ordine, dignità e lignaggio, raffigurato mediante schiere serrate di volti umani, tende a soppiantare la prosaica rappresentazione della vita quotidiana, tipica della ritrattistica pagana. Nella base con raffigurazioni storiche appare un esempio di cancellazione (mwaegmwaekdamnatio memoriae) di un prefetto.
Note
cite-note-22. Così mwafuGiordane e mwafyConte Marcellino.
cite-note-33. Stefan Rebenich, "Gratian, a Son of Theodosius, and the Birth of Galla Placidia", mwafoHistoria 34 (1985), pp. 372-85.
cite-note-codex-theodosianus-16-1-2-44. ↑ mwagaCodex Theodosianus, 16, 1.2
cite-note-55. ↑ citerefsantiebeati-itmwagqmwaguSan Teodosio I il Grande, in mwagySanti, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
cite-note-66. ↑ mwagomwagsEpitome de Caesaribus 48. 8–19
cite-note-77. ↑ Gibbon, mwag8Declino e caduta, capitolo 27
cite-note-88. ↑ mwahmCodice Teodosiano (mwahqmwahuLibro 16, Titolo. 10, .11)
cite-note-99. ↑ mwahkOxford Dictionary of Late Antiquity, pp. 1482, 1484
cite-note-1010. ↑ Idauzio, mwah0Chronicon, anno 379, II.
cite-note-1111. ↑ Zos. mwaiiHistoria Nova mwaim4.24.4.
cite-note-1212. ↑ mwaicAlicia M. Canto, "Sobre el origen bético de Teodosio I el Grande, y su improbable nacimiento en mwaigCauca de mwaikGallaecia", mwaioLatomus 65/2, 2006, 388-421.
cite-note-1313. ↑ André Piganiol, mwai4L'Empire Chrétien (325-395), Parigi, Presses Universitaires de France, 1972 (II edizione curata e aggiornata da André Chastagnol), pp. 230-231
cite-note-1414. ↑ Ammiano Marcellino, xxvii 8 3.
cite-note-1515. ↑ Leppin, pp. 29-30.
cite-note-1616. ↑ André Piganiol, mwajgop. cit., p. 232
cite-note-1717. ↑ mwajwCodex Theodosianus, 11.7.13.
cite-note-1818. ↑ mwakaCodex Theodosianus, 16, 10.7
cite-note-1919. ↑ mwakqCodex Theodosianus, 16, 7.1; ribadito nel 383 (mwakuCodex Theodosianus, 16, 7.2).
cite-note-2121. ↑ mwaluCodex Theodosianus, 16, 10.8
cite-note-2222. ↑ mwalkCodex Theodosianus, 16, 10.9
cite-note-zosimo-2323. ↑ Zosimo.
cite-note-2525. ↑ André Piganiol, mwamcop. cit., p. 281
cite-note-2626. ↑ André Piganiol, mwamsop. cit., p. 282
cite-note-2727. ↑ Epistola 51
cite-note-2828. ↑ mwaniCodex Theodosianus, 16.10.10
cite-note-2929. ↑ mwanyCodex Theodosianus, 16.7.4
cite-note-3030. ↑ mwanoCodex Theodosianus, 16.10.12.1
cite-note-3131. ↑ mwan4Teodoreto di Cirro, mwan8Historia Ecclesiastica, 5, 21. Di tali distruzioni si lamentò il retore greco mwaoaLibanio nella sua orazione all'imperatore Teodosio ("mwaoePro templis" (mwaoien mwaomArchiviatomwaoq il 19 luglio 2011 in mwaouInternet Archivemwaoy.).
cite-note-3232. ↑ Cfr. tra gli altri: Gian Guido Belloni. mwaosMonete artigianato arte in Hildegard Temporini e Wolfgang Haase mwaowAufstieg und Niedergang der römischen Welt. Walter de Gruyter, 1985, pag. 100.
cite-note-3333. ↑ Cfr. tra gli altri: Werner Petermandl, Ingomar Weiler. mwapaNikephoros. Georg Olms Verlag, 1998, pag. 182-3.
cite-note-3434. ↑ Così ci tramanda mwapqSant'Ambrogio: «mwapu [...] pei figli nulla aveva da deliberare; bastava affidarli al loro mwapyparens che era presente...» (mwapcde filiis nihil habebat novum quod conderet, nisi ut eos praesenti commendaret parenti). Santo Mazzarino, mwapgL'impero romano, vol. 2, Roma-Bari, Laterza, 1980, p. 743. ISBN 88-420-2401-5
Bibliografia
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• Charles Diehl, mwaqgLa civiltà bizantina, 1962, Garzanti, Milano.
• Hartmut Leppin, mwaqoTeodosio il Grande, Salerno editrice, 2008, ISBN 978-88-8402-609-5.
• Mariateresa Amabile, mwaq0Nefaria Secta. La normativa imperiale ‘de Iudaeis’ tra repressione, protezione, controllo, I, Jovene, Napoli, 2018.
Voci correlate
• mwareEditto di Tessalonica
• mwarmDecreti teodosiani
• mwaruDinastia teodosiana
• mwarcFlavio Onorio
• mwarkArcadio
• mwarsArte teodosiana
• mwar0Missorio di Teodosio
• mwar8Obelisco di Teodosio
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itTeodòsio I imperatore detto il Grande, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGastone M. Bersanetti, TEODOSIO I il Grande, imperatore, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
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• mwasy(EN) mwascSito "De Imperatoribus Romanis" Theodosius I
• mwaskEpistola 51 di Ambrogio a Teodosio, in inglese, su ccel.org.
• mwass(EN) Monete emesse da Teodosio I, su wildwinds.com.